Strategie pratiche di disciplina positiva - Una Mamma Montessori
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Strategie pratiche di disciplina positiva

Come risolvere il problema “Mio figlio non mi ascolta“? Penso sia una delle domande TOP 10 che ci facciamo i genitori. Oggi vi porto alcune strategie pratiche di disciplina positiva ^^

Come vi dicevo nel post precedente prima di tutto dobbiamo cambiare NOI, poi, ovviamente ci vuole un lavoro riguardo alla GESTIONE IN SITU dei problemi quotidiani.

Vi spiego un po’ come faccio io. Ho diviso il post in 2 punti clue:

 

LAVORO SU ME STESSA

GESTIONE PRATICA DEI BAMBINI 

 

Strategie pratiche di disciplina positiva.  NUM 1. LAVORO SU ME STESSA

 

Secondo me (e la disciplina positiva) ci sono vari modi per lavorare su di noi per cambiare la gestione dei bambini.

L’importante è tentare di migliorare senza rimuginarci troppo sopra. Come dicono ora TROPPO ANALISI PORTA ALLA PARALISI!

Magari ci sembra che oggi riusciamo a mettere in pratica la disciplina dolce un 50% delle volte. Con un po’ di impegno domani arriveremo al 70% e così via 😉

Cosa possiamo fare?

 

Reimpostare il cervello

 

Bisogna REIMPOSTARE IL CERVELLO perché se non cambiamo niente dentro di noi, non otterremo niente lì fuori. Infatti, la prima parte di questi due post aveva un po’ quello scopo.

Come fare?

A me è servito tanto leggere, vedere, ascoltare tutto quello che avesse a che fare con la disciplina positiva, la disciplina dolce (che non sono la stessa cosa) e Montessori. Insomma, ho lavorato sulla crescita personale e il cambiamento a livello educativo.

(Vi lascio il mio articolo Disciplina positiva. Cos’è e come funziona? per quelle più curiose)

Poi ci ho aggiunto anche un po’ di neuroscienza, che mi ha aiutato tantissimo a capire PERCHÉ IL CERVELLO DI MIA FIGLIA LE FA FARE CERTE COSE! Poi magari mi arrabbio lo stesso (xD anche se da adulta tento di camuffarlo), però al meno so il perché.

disciplina

 

“Selfcare”

 

Ovvero, avere cura di me.

DA NON SOTTOVALUTARE!

Io personalmente, quando non dormo o non mangio… Ciao !!!! Non ho più un cervello razionale. xD Una delle mie migliori guarigioni è una uscita con le mie amiche. Mi ripiglio da qualsiasi problema in una serata. Ognuna deve capire come fare per stare meglio. Perché finché non stiamo bene dentro, sarà impossibile stare bene con quelli fuori (figli, mariti, umani vari…).

Alcuni andrete a ballare, altri cercherete l’isolamento (e qua alzo la mano!), altri arrampicata, alcune montagna, altre mare o una semplice cenetta con la mamma! Insomma, cercate quello che vi fa star bene perché oltre che mamme SIETE ANCHE UMANAE e se dimenticate la vostra umanità sarà impossibile diventare una “TOP 10 MUM”.

 

Tempo fuori positivo (per me)

 

Uno degli strumenti della disciplina positiva è il famoso TEMPO FUORI POSITIVO. Si usa con i bambini ma anche l’adulto ne può usufruire. Anzi, se lo fa da un’esempio bellissimo al proprio bambino.

E come si fa?

Conoscete la frase “vai nell’angolino a pensare cos’hai fatto?” oppure la versione che usavo da maestra quando non conoscevo la disciplina positiva “vieni a sederti qua che così ti rilassi, ti vedo agitato”… bene, questo è il “TIME OUT” O “TEMPO FUORI” che conosciamo tutti.

La disciplina positiva propone un “TEMPO FUORI POSITIVO” che non è un obbligo, ma una proposta. Se il bambino è arrabbiato e non riusciamo a parlarci possiamo offrirgli di prendersi un tempo fuori e fare qualcosa che lo rilassi a sua scelta (tagliare, lanciare dei sassi, correre…). Poi quando si sarà “raffreddato” parleremo del problema.

Dunque, ora non vi spiegherò tutta la teoria. Ma ritengo molto salutare che gli adulti ci prendiamo un “time out positivo” quando siamo fuori controllo “faccio una passeggiata di 10 minuti e ne parliamo quando torno” oppure ci chiudiamo in bagno 5 minuti. Possiamo anche mettere un timer perché il bambino sappia che in quel tempo abbiamo bisogno di restare da soli. Ovviamente bisogna valutare l’età. Un bambino di 2 anni non è capace di capire il nostro tempo fuori positivo.

Tutto questo ha una spiegazione scientifica, ma ve ne parlerò più avanti. Altrimenti potete leggere Il libro di Daniel Siegel oppure quelli di Jane Nelsen.

Strategie pratiche di disciplina positiva.  NUM 1. GESTIONE PRATICA DEI BAMBINI

Ferma e gentile

 

Una delle massime della disciplina positiva è quella di restare “firm & gentle”, quindi fermi e gentili. Per cui, si tratta di evitare qualsiasi tipo di grida, umiliazioni, atteggiamento irrispettoso, sentimenti di colpa o vergogna e ovviamente la punizione (soprattutto quella fisica).

Possiamo pensare “ma nooo ma io non umilio mai mio figlio, non lo faccio sentire in colpa…” invece è semplice che ci scappi il rimprovero con un po’ di ironia davanti ai suoi amici, parenti (in questo modo potrebbe sentirsi socialmente umiliato).

Oppure ci può sfuggire qualche qualificativo che lo svaluti, quando in realtà il problema è stato solo un comportamento sbagliato tipo “sei un disastro, fai sempre così, non sei capace di…”

Comunque sia, tra una DISCIPLINA AUTORITARIA e una DISCIPLINA PERMISSIVA (cioè, essere una mamma troppo dura o troppo molle) c’è un punto a metà in cui possiamo essere ferme e gentili allo stesso tempo.

 

Strategie pratiche di disciplina positiva QUANDO BISOGNA SPEGNERE LA TV

 

Io do dei limiti a mia figlia, ma lo faccio parlando con un tono di voce normale e con affetto. Magari le posso dire “amore, ora sono finiti i cartoni, abbiamo detto che era l’ultimo” allo stesso tempo posso darle un bacio. Magari lei urla, si arrabbia, ma se il nostro patto era spegnere la TV, la tv va spenta. Una delle due le spegne.

Non ho urlato, non l’ho ripetuto mille volte. Non mi sono lasciata trascinare dalla sua esplosione emotiva lamentandomi di lei. Sono nel mio spazio di calma e gentilezza, ma il limite va rispettato.

Poi se è sconvolta e piange la prendo in braccio, la coccolo… una cosa non toglie l’altra. Che il bambino faccia fatica a rispettare i limiti non deve comportare una ulteriore punizione. Dobbiamo accompagnare le sue emozioni positive e negative che esse siano.

spegnere-tv

 

Strategie pratiche di disciplina positiva QUANDO BISOGNA FARE LA DOCCIA

 

Urlare 20 volte dal divano “è ora di far la doccia” è la cosa più inutile che esista con un bambino di 3 anni  (e oltre) che non ha la minima intenzione di farla. Prima di tutto ci vuole un face-to-face. Dobbiamo essere presenti, altrimenti è palese che nemmeno noi abbiamo voglia di accompagnarlo.

Inoltre, spesso “anticipiamo” 1000 volte “ora andiamo eh?” mentre stendiamo, laviamo o altro… Basterebbe avvisarlo una sola volta “appena finisco di lavare i piatti andiamo a fare la doccia” e poi intervenire in modo diretto.

In questa casa siamo passati per varie fasi del “non voglio fare la doccia” e abbiamo usato varie strategie positive per riuscirci:

  1. Attirandola proponendole di fare la pipì in doccia (questo in fase spannolinamento).
  2. Rendendo partecipi anche i suoi pupazzi. “Allora pirata, vuoi venire con me e con Mia a far la doccia, ti facciamo vedere come ci si lava bene i piedi”. Includere i loro pupazzi può aiutare tantissimo!
  3. Quando quelle strategie non funzionano tendo ad essere più diretta. Le faccio qualche scherzetto (solletico, dire “che puzza questo culetto”…) e poi la prendo in braccio e si va in doccia. Magari nel percorso si lamenta ma intanto io le sto già raccontando qualche aneddoto della giornata, una storiella sul vicino che è rimasto senza acqua in doccia, o qualsiasi cosa per distrarla.

 

Tutto sempre in un tono di voce tranquillo, evitando di sbuffare e senza la testa in fiamme xD (ecco la parte più difficile).

L’importante è non mollare colpo. Certe cose vanno fatte per salute; ma va fatto con rispetto. Anche se praticamente tutti i giorno mi dice di “no” al mio “andiamo a fare la doccia” in 5 minuti ho risolto perché lei, comunque, sa che in doccia si andrà, quindi i livelli di ribellioni si abbassano =P

 

Flessibilità nei limiti, patteggiamento e autonomia

 

Personalmente tendo ad essere molto flessibile (alcuni mi ritengono molle) rispetto a molti limiti. Per me si tratta soltanto di situazioni in cui si può patteggiare. Per esempio: restare sveglia di più o di meno, mettere a posto più giochi o meno… e vabeh, in genere le lascio fare tutto quello che vuole (come me, che faccio quello che voglio nella mia vita xD) finché non infrange questi limiti:

  • Rispetto per l’ambiente e altre persone
  • Sicurezza
  • Salute
  • Igiene

Ok, tutti abbiamo questi limiti, ma la mia flessibilità tende ad essere abbastanza larga al riguardo perché la lavoro attraverso l’autonomia.

 

Strategie pratiche di disciplina positiva QUANDO BISOGNA LAVARSI

 

Mia non voleva più farsi la doccia. Io voglio che si lavi tutti i giorni al meno le zone intime, mani e piedi. Così il nostro compromesso è stato che si lavi lei da sola. Ha una boccettina di sapone e la sua spugna. Io le apro l’acqua e fa tutto in autonomia (io supervisiono).

Da quel giorno funziona tutto molto meglio. Forse una altra mamma potrebbe andare in ansia perché non si lava esattamente come vorrebbe, ma in questo caso io sono piuttosto tranquilla.

 

Strategie pratiche di disciplina positiva QUANDO BISOGNA RISPETTARE LE REGOLE AL PARCO”

 

Spesso nei giardinetti tante mamme litigano con il bambino perché lancia dei sassi sullo scivolo oppure lo usa per salire anziché che per scendere. Si tratta di un caso di rispetto verso gli altri.

Il mio punto di flessibilità è questo “Ok amore, capisco che tu voglia salirci, basta che appena arriva un bambino che vuole scendere gli diamo la priorità” Se non c’è nessuno “in coda” non vedo il problema. Ovvio, a volte si mostra impaziente, a volte non le va bene nemmeno la mia flessibilità, ma pian piano si è abituata a questa regola. Idem per i sassi.

 

Routine alla “Disciplina Positiva”

 

Avrete letto spesso quanto sia importante la Routine per i bambini. Stavolta però ve la presento in un modo un po’ diverso.

La disciplina positiva propone di creare una routine (sia con fotografie che con disegni o altro) INSIEME AL BAMBINO. Quindi, non è l’adulto che decide quando vanno svolti certi compiti in giornata, ma ci si arriva ad un accordo insieme al bambino.

In questo modo è più facile che senta di appartenere alla famiglia, di contare per noi. Alla fine è quello che cerchiamo tutti. E poi ci basterà ricordargli che svolgere quel compito in quel momento è stata una sua scelta.

Ho approfondito questo argomento in Routine bambini. Secondo la disciplina positiva

Dove trovare altre Strategie pratiche di disciplina positiva?

 

Jane Nelsen propone 50 strategie pratiche di disciplina positiva. Le potete scaricare dalla App Positive Discipline Tool Cards oppure leggere il libro Positive Discipline Parenting Tools. Tuttavia vi posso assicurare che non serve a niente tutto questo se prima non re-impostiamo il cervello con la teoria.

 

Spero che vi sia piaciuto questo post. Magari potrebbero interessarvi:

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