PERIODI SENSITIVI MONTESSORI E SCIENZA - Una Mamma Montessori
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PERIODI SENSITIVI MONTESSORI E SCIENZA

Cosa sono i periodi sensitivi Montessori? Quali sono? Quanto durano? Cosa dice la scienza? E noi, come genitori, come possiamo individuarli e cosa farci al riguardo? Vi spiego tutto e di più in questo post!

 

Periodi sensitivi Montessori

 

Cos’è un periodo sensitivo?

 

Secondo Montessori i bambini attraversano dei periodi sensitivi o “finestre di opportunità”. Potrebbero essere definiti come “finestre temporali in cui il bambino mostra un grande interesse per un tipo specifico di stimolo”.

Il bambino ci può sembrare quasi ossessionato e ripete continuamente quella attività con grande concentrazione, perfezionando ogni volta di più la sua performance. Una volta passato il periodo sensitivo, il bambino smette di mostrare interesse per essa.

Questo periodo non si ripeterà mai più nella sua vita.

Ciò non vuol dire che non potrà acquisire quella abilità, però il suo apprendimento sarà molto più difficile che durante il periodo sensitivo.

 

Esempio di periodo sensitivo: le lingue

 

Un esempio banale: le lingue. È chiaro per tutti noi che i bambini assorbono come spugne e praticamente senza sforzo, una nuova lingua. Purtroppo la cosa è diversa per gli adulti. Possiamo imparare nuove lingue, però non nello stesso modo e naturalità che nei primi 6 anni di vita.

Di fatti, Montessori fissò come periodo sensitivo del linguaggio la fascia 0 – 6 anni.

 

Periodo sensitivo e Hugo de Vries

 

La prima persona che introdusse il termino “periodo sensitivo” fu Hugo de Vries, un biologo del s. XIX-XX che ideo la teoria della mutazione. H. Vries si accorse come nelle varie speci si poteva osservare un “periodo speciale durante lo sviluppo” che non si ripeteva mai più.

In uno dei libri di Montessori (“Il segreto dell’infanzia“) possiamo leggere l’esempio del bruco. H. Vries osservò come i cuccioli di bruco escono dall’uovo con una grande sensibilità alla luce che gli permette di strisciare fino ai rami dove si trovano le foglie più verdi e tenere dell’albero. Quando diventano più forti, grandi e sono capaci di mangiare delle foglie più mature e dure perdono questa sensibilità.

 

La scoperta dei periodi sensitivi di Maria Montessori

 

Quindi a questo punto ci è chiaro che Montessori non fu la prima a parlare di “periodi sensitivi”, anche se c’è un MA in questa frase. La dottoressa osservò come anche i bambini dimostravano un’attrazione irresistibile verso certe attività o oggetti del loro ambiente.

Così si accorse che è grazie a quelle attività e oggetti che i bambini crescono, si sviluppano e auto-costruiscono. E come con il bruco, anche per i bambini queste finestre temporali si danno per un periodo di tempo limitato.

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Quali sono i periodi sensitivi Montessori?

 

Nelle classi Montessori troviamo dei bambini di 3 fasce di età diverse. Si è osservato che i periodi sensitivi sono molto contagiosi in questi casi, così come nelle famiglie in cui ci sono dei fratelli. Purtroppo esiste un gran dibattito sui tempi e durata di questi periodi.

Detto ciò, vorrei elencarvi i più rilevanti. Ovvero, quelli in cui possiamo trovare un maggiore accordo tra gli esperti:

 

Periodo sensitivo dell’ordine (0 – 4’5 anni)

 

È molto più intenso dai 12 mesi ai 36, con un picco ai 2 anni. Questo periodo sensitivo permette la formazione delle strutture mentali necessarie per l’intelligenza ed organizare le esperienze del bambino in modo che riesca ad adattarsi al tempo e allo spazio in cui sta vivendo.

In parole semplici:

I bambini sono molto sensibili all’ordine del loro ambiente circostante. Ordine inteso come struttura, non come “essere ordinati”. Ordine come “qualcosa che è sempre uguale, che si ripete”. Questo gli permette di capire com’è organizzato il mondo, di classificare, associare ogni cosa con il suo posto ed ogni persona ad un tempo e uno spazio concreto. Ovviamente essere ordinati aiuta a dare struttura, per cui avere una casa in ordine aiuta.

Un ambiente ordinato permette ai bambini:

  • Capire il mondo (com’è fatto, dove sono le cose e quando si danno certi eventi)
  • Sentirsi sicuri (se so che il mio ciuccio è sempre nella scatola, sono tranquillo perché ce l’ho sotto controllo)
  • Orientarsi (lo capirete con l’esempio della porta)

 

3 Esempi per capire il “Periodo sensitivo dell’ordine”

 

PORTA D’INGRESSO – Immaginate che ogni mattina ci cambiassero la porta d’ingresso di casa. Un giorno in cucina, un’altro in salotto… sarebbe un caos, non sapremmo orientarci. Sapere che ogni cosa ocupa un posto ci da struttura e sicurezza.

MAMMA- Ora pensate ad un bambino che va all’asilo nido. Se interiorizza che ogni volta che fa merenda, si lava e poi arriva la mamma a prenderlo è molto più tranquillo. Si sente sicuro perché riesce ad orientarsi nel tempo. Se mamma arrivasse un giorno alle 10, un altro alle 15 e un altro alle 20; molto probabilmente il bambino non capirebbe cosa aspettarsi e questo crea insicurezza.

IL BISCOTTO ROTTO – eh già… quante volte vostro figlio ha pianto disperato perché il biscotto si è rotto? Un classico. Quel evento lo fa arrabbiare perché sfida la struttura mentale interna che si è organizzato fino al momento.

Passato quel periodo, non sarà così importante che ci sia “disordine” attorno a loro, perché avranno già sviluppato delle abilità per gestirlo.

 

Periodo sensitivo della coordinazione ed il movimento (0 – 5 anni)

 

  • Da 0 a 2,5 anni – periodo sensitivo della motricità grossolana.
  • Da 2,5 ai 4 anni- periodo sensitivo del raffinamento motorio.

 

Durante la prima tappa (0-2,5 anni) il bambino dimostra una sensibilità motoria che gli permette imparare “dal nulla”, senza necessità di “essere istruito” tutti tipi di movimenti: muovere la testa, le mani, i piedi, gattonare, alzarsi in piedi…

Passato questo periodo il bambino riuscirà a perfezionarli. Questo gli darà molta più autonomia, che a sua volta gli permetterà di sviluppare molte caratteristiche cognitive: intelligenza, volontà, carattere…

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Periodo sensitivo per lo sviluppo e raffinamento della percezione sensoriale (0 – 6 anni)

 

La mente assorbente del bambino dipende dagli stimoli che percepisce attraverso i 5 sensi (tatto, olfatto, gusto, udito e visione). Soprattuto grazie alle mani.

Le impressioni che riceve dal mondo che lo circonda gli permettono di classificare e dare ordine a tutti gli stimoli. Lo fa in questo ordine:

  1. Classificazione delle impressioni sensoriali.
  2. Formazione di astrazioni per le esperienze sensoriale grazie alla memoria.

 

Periodo sensitivo del linguaggio (0 – 6 anni)

 

All’inizio di questo periodo il bambino percepisce, poi cominciano le prime parole, le frasi. È importante essere descrittivi quando parliamo con loro e usare un linguaggio ricco. Più avanti arriverà il periodo sensitivo della scrittura (3,5 – 4,5 anni) in cui il bambino mostrerà curiosità per il suono delle parole. Dopo vivrà il periodo sensitivo della decodificazione delle parole. Ovvero la lettura.

 

Comunque sia dovete tenere presente che ogni bambino è a sé, per cui i dati ci serviranno sempre per avere una visione generale. Come diceva Montessori, non dobbiamo seguire lei ma “Seguite il bambino”.

 

Come capire se tuo figlio si trova in un periodo sensitivo e come agire?

 

INDICATORI per capire se tuo figlio si trova in un periodo sensitivo

 

  • È molto attirato da una attività in specifico. Se glielo vietiamo si arrabbia moltissimo.
  • La ripete continuamente ed è molto concentrato.
  • Mostra grande soddisfazione e allegria quando riesce portare a termine quella attività.
  • Poco o nessun interesse una volta ha soddisfatto il suo bisogno

 

COSA FARE se tuo figlio si trova in un periodo sensitivo?

 

Comportamenti scorretti

 

Capire in che periodo sensitivo si trova il bambino ci può aiutare tantissimo a capire il “perché” fa certe cose che a noi sembrano senza senso. E ovviamente prendere con più “filosofia” quello che per noi possono essere sfide quotidiane. Molti dei comportamenti che per noi sono scorretti fanno parte semplicemente del loro periodo di vita. Non possono fare altrimenti.

Per esempio:

 

NON STA FERMO – Se nostro figlio di 2 anni non sta seduto a tavola è perché si trova in pieno periodo sensitivo del movimento. Quindi, potremmo dargli quello di qui ha bisogno, magari permettergli di mangiare vicino ad un tavolino basso in piedi? O un tavolino basso con una sedia che gli dia più autonomia nel movimento?

ARRABBIATO CON LA MAMMA – Magari un giorno mamma va al nido a prendere il suo bambino per fargli una sorpresa, quando di solito è compito di papà. Nel vederla il bambino si arrabbia, urla, tenta di chiuderle la porta in faccia. Ora possiamo capire che il bambino non è arrabbiato con la mamma, semplicemente ha avuto un crollo nel suo “ordine intero degli eventi”.

 

Come agire?

 

Le classi Montessori sono allestite in modo da poter soddisfare i bisogni dei periodi sensitivi dei bambini grazie a dei materiali e attività create apposta da Maria Montessori.

Casa nostra non deve diventare una scuola. Non è necessario. Basta tenere presente i principi Montessori per approcciarci a nostro figlio con un punto di vista diverso. Se capiamo il suo periodo sensitivo ci verrà automaticamente una soluzione per soddisfarlo.

  • Periodo del ordine – mantenere una casa in ordine, pochi giochi, sempre nello stesso posto.
  • Periodo del movimento – capire il suo bisogno (non pretendere che rimanga seduto 2 ore al pranzo della nonna). In più inserirlo in un ambiente dove possa correre, saltare, rotolare con totale libertà. Anche a casa.
  • Periodo del raffinamento sensoriale – gli si possono proporre tutti i tipi di stimoli per i sensi: stoffe, musica varia, odori, ecc.
  • Periodo del linguaggio – usare un linguaggi ricco, leggere leggere leggere, conversare, ecc.

In questo momento i genitori più creativi potete sbizzarrirvi quanto volete con proposte, attività e materiali da lasciare a loro portata. Non offendetevi se non mostrano interesse, fa parte della crescita. Ogni bambino è a sé, seguite le motivazioni del vostro.

Quello è l’unico segreto.

 

Periodi sensitivi e la scienza

 

Non sono una scienziata ma impazzisco per la scienza! Quindi tenterò di raccontarvi in modo chiaro e semplice come la scienza dimostra la veracità dei periodi sensitivi. Vi allegherò i siti da dove ho raccolto l’informazione alla fine.

 

Periodi sensitivi e periodi critici NON sono la stessa cosa!

 

Entrambi, sia periodi critici che periodi sensitivi sono delle finestre temporali in cui si ha una alta plasticità cerebrale “windows of hightened plasticy”. Secondo la NCBI (National Center for Biotecnology Information) un…

  • PERIODO CRITICO è una “finestra temporale in cui ci vuole uno stimolo ambientale specifico per sviluppare in modo adeguato un circuito cerebrale particolare. Se questo circuito non viene stimolato, la funzione del cervello a cui è legato il circuito verrà permanentemente compromessa. Le caratteristiche dei periodi critici sono:
    • Inizia e finisce all’improvviso.
    • È un periodo di grande sensibilità a certi stimoli che sono necessari per sviluppare un’abilità concreta.
    • Spesso controllano funzioni primarie: visione, tatto, udito…
    • Una volta finalizzato il periodo non potrà MAI PIÙ sviluppare quella abilità. Le aree della corteccia cerebrale implicate si adatteranno per portare a termine una altra funzione.
      .
      Esempio – ho letto un esperimento sui gattini (1960 D. Hubel y T. Wiesel). Per un tempo avevano bendato gli occhi di piccoli cuccioli. Così non avevano ricevuto gli stimoli per sviluppare la visione. Quando scoprirono gli occhi ai gattini, loro erano cechi. Anche se l’occhio funzionava, le cellule cerebrali predestinate alla visione non rispondevano più. Nel ripetere lo stesso esperimento con gatti adulti il risultato fu l’opposto, loro potevano vedere perfettamente.
      .
  • PERIODO SENSITIVO – sono meno severi di quelli critici. Si tratta di una finestra temporale in cui le esperienze ambientali hanno un grande impatto in un insieme di circuiti cerebrali. Questi circuiti possono essere comunque modellati attraverso la esperienza più avanti nella vita, pero in minore grado”. Le caratteristiche dei periodi sensitivi sono:
    • Iniziano e finiscono gradualmente.
    • Sono periodi di massima sensibilità.
    • Finalizzato il periodo, l’abilità può essere ancora imparata, pero con minore efficenza e facilità.
      .
      Le funzioni cerebrali più complesse o che richiedono l’attivazione di vari circuiti tendono ad essere periodi sensitivi: matematica, relazioni spaziali, musica, funzioni cognitive compresse… Per esempio: le lingue! Un bambino che impara 3 lingue a 3 anni parlerà come un nativo. Se tentiamo di fare lo stesso a 20 anni potremmo diventare bravissimi, ma raramente riusciremo ad imparare con la stessa facilità e livello di “expertise”.

 

Studi scientifici sui periodi sensitivi

 

NCBI

Current biology

Critical period

 

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