MONTESSORI A CASA - Una Mamma Montessori
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Sono sicura che tutte noi mamme vorremmo crescere bambini LIBERI con amore e rispetto. Ma allo stesso tempo sono più che certa che il nostro problema principale non è quello che vogliamo, ma comprendere come raggiungere quel obiettivo.

 

Spesso educare alla libertà viene collegato al concetto di permissività. Ma se approfondirete insieme a me la disciplina positiva e l’approccio Montessori vi accorgerete che limitilibertà responsabilità sono tre elementi che camminano mano nella mano.

 

In questa pagina volevo elencarvi 10 principi Montessori che penso siano essenziali per educare bambini felici e autonomi. Applicare il metodo Montessori a casa non vuol dire far diventare il nostro appartamento una mini-scuola. Montessori è 80% pensiero, rispetto, azioni e un 20% attività.

 

Insieme ad esempi specifici spero cercherò di aiutarvi dandovi piccoli spunti che possano cambiare il vostro punto di vista e pian piano il vostro agire da mamme. Non solo per ottenere bambini liberi e felici, ma soprattutto una famiglia più serena.

 

 

Rispetto per il bambino

 

Questa frase sintetizza ogni mossa e pensiero che stabilisce il  metodo Montessori. “Rispetto per il bambino” comprende tutto quello che facciamo e soprattutto il modo in cui ci poniamo davanti ad un bambino. Sembra una banalità “tutti rispettiamo nostro figlio”.

 

Purtroppo, tutti lo facciamo, finché perdiamo il controllo e smettiamo di farlo. Sgridare non è rispettoso. Punire non è rispettoso. Sculacciare non è rispettoso. Minacciare non è rispettoso.

 

Lo so, sono mamma anch’io. E ovviamente la prima della fila ad aver detto “se non fai X allora niente tv…”

Ma in questi casi il problema non è del bambino ma nostro. Non abbiamo il controllo della situazione, non sappiamo come reindirizzare la condotta di nostro figlio e tutto questo ci fa impazzire.

 

Pero esiste un modo per crescere ed educare bambini con rispetto. Anche se non ci credete possiamo evitare le sgridate, le punizioni e le minacce.

 

Pian piano vi aiuterò e imparerò insieme a voi in modo da trovare la strada che ci faccia stare meglio con loro e con noi stesse.

 

La mente assorbente

 

Secondo Montessori il bambino non ha bisogno di essere istruito, ma apprende tutto quello che gli serve dall’ambiente come se fosse una spugna in un secchio d’acqua. Mettereste un telefilm horror a vostro figlio di 3 anni? Gli fareste vedere come un uomo maltratta una donna?

 

Di istinto la vostra risposta sarà “assolutamente NO!”

 

Ma la mente assorbente del bambino lavora anche su quelle piccole cose della vita quotidiana a cui magari facciamo meno attenzione. Un esempio banale possono essere le parolacce (chi non ha mai sbagliato e giorni dopo le ha sentito dire al figlio). La mente assorbente registra tutti tipi di informazioni: se mamma legge spesso, se la casa è in ordine, se mamma e papà urlano tra di loro…

 

Qualsiasi cosa che lo circondi o si avvicini a nostro figlio farà parte di lui.

 

Adulto preparato

 

Mamma e papá (o altri adulti) dovrebbero osservare con gran attenzione il bambino e porre alla sua portata gli stimoli di cui ha bisogno per imparare. Per esempio. Se vediamo che al piccolo piace lanciare i sassi, l’ideale sarebbe preparare un ambiente in cui possa farlo in totale sicurezza.

 

Il nostro ruolo dovrebbe essere quello di aiutare a sviluppare le sue capacità ma senza diventare un ostacolo. Dobbiamo diventare la sua guida. Per esempio, potremmo fargli vedere come si taglia una zucchina col coltello e in seguito, lasciarlo esperimentare da solo senza correggerlo continuamente (ovviamente facendo attenzione alla sua sicurezza).

 

I bambini devono essere liberi di provare, tentare, inventare fino a soddisfare i loro bisogni.

 

Ambiente preparato

 

Secondo Montessori per un bambino è più facile imparare se si ritrova in un ambiente preparato apposta per lui in modo che possa fare qualsiasi cosa in autonomia. Per esempio: sarà più semplice imparare a lavarsi le mani dopo aver fatto i propri bisogni se potrà accedere a un lavandino e un asciugamano senza bisogno di chiederlo ai genitori.

 

L’ambiente preparato fa riferimento tanto all’arredo o all’organizzazione della casa come alla predisposizione delle attività. Un ambiente in ordine è essenziale secondo Montessori (e anche Marie Kondo =P).

 

Libertà di scelta

 

Secondo Montessori i bambini imparano meglio se hanno la possibilità di scegliere liberamente. Questo non vuol dire lasciarsi andare al libero arbitrio, ma di permettere il massimo grado di libertà rispettando certe regole. Questo riguarda sia il “con cosa giocare” che il “come comportarsi”.

 

Personalmente vi consiglierei di porgervi questa domanda “Posso diminuire il numero di NO che dico a mio figlio? E come posso farlo?”

 

Un esempio banale. Io sono sempre la mamma-che-da-cattivo-esempio al parco Permetto a mia figlia di salire dallo scivolo e non necessariamente dalle scale.

 

Sí. Sono il diavolo xD

 

La mia riflessione è: lei ha il bisogno di arrampicarsi sullo scivolo. Non vedo perché non deve farlo se nessun bambino vuole scendere. Anzi, mi sembra un’ottima pratica motoria salire una rampa così ripida. La regola di base è “hanno priorità i bambini che scendono”, pero se non ce ne sono lei può fare quello che preferisce.

 

Spesso ci lasciamo trascinare dagli automatismi “quello no, ti ho detto di no, quello non si fa…” senza neanche pensarci. Stressiamo i bambini buttandogli addosso un mondo di NO da cui in realtà potremmo prescindere.

 

Movimento libero

 

Per pura comodità dell’adulto tendiamo ad ostacolare il movimento del bambino con girelli, box e altri elementi. Tutto questo non fa altro che impedire il suo normale sviluppo sia fisico che psichico. Un bambino diventa più intelligente se è libero di muoversi ed sperimentare in base ai suoi bisogni.

 

Vi ricordate quando vostro figlio metteva tutto in bocca? O magari lo fa ancora. In quel momento non stava pensando “ora metto in bocca la cicca da terra perché così mamma si arrabbierà”. I bambini piccoli hanno quel bisogno. È solo puro istinto, seguono le richieste fisiologiche del corpo perché è quello che gli serve per sviluppare certe capacità (per esempio fare una deduzione “quel sasso sembra rugoso”, metterlo in bocca e scoprire che la sua deduzione è giusta!). Il bambino ha appena collegato uno stimolo visivo (un sasso con delle righe) e uno sensoriale (sentirlo rugoso in bocca).

 

E a casa?

 

Bisogna sempre dire “no no no” perché tocca tutto quello che non deve? Chi è l’adulto? Noi o loro? Io ho spostato i crocantini dei gatti su un tavolo perché E. era in “fase travasi” 24 ore. Ho adeguato l’ambiente perché potesse muoversi in totale libertà, senza dover seguire dei comandi. Quando passerà quella fase li rimetteremo giù di nuovo senza problema e tutti contenti senza liti innecesarie. Lei nel frattempo avrà altre cose da travasare.

 

Se volete sapere altro riguardo all’importanza del movimento libero dovete reperite il libro di Emmi Pikler, la Dea del movimento libero: “DATEMI TEMPO. Lo sviluppo autonomo del movimento dei bambini nei primi anni di vita

 

Favorire l’autonomia e indipendenza

 

Mai e poi mai dovremmo fare qualcosa al posto di nostro figlio se lui è capace di farlo e non ci richiede il nostro aiuto. I bambini amano sentirsi capaci, fare da soli. Questo darà una grande spinta alla loro autoestima. Se facciamo sempre tutto al loro posto il messaggio che riceveranno sarà “tu non sei capace, meglio lo faccia io per te”.

 

Attenzione però! Non è la stessa cosa permettere l’autonomia a obbligare all’indipendenza. Per esempio. Possiamo permettere a nostro figlio di allacciarsi le scarpe (gli permettiamo di essere autonomi senza intrometterci). Pero se ci chiede aiuto e reagiamo dicendo “tu sai farlo da solo, se non le metti non usciamo di casa”. Quello è obbligare all’indipendenza.

 

Spesso ci sembra che un bambino che ha già acquisito una abilità non dovrebbe più chiederci aiuto. Pero dovremmo tenere in conto che a volte i bambini chiedono aiuto per averci vicini, a modo coccola. Questo non dovrebbe essere un problema. Magari oggi gli mettiamo le scarpe, o riusciamo a fare un patto “una te la metto io e l’altra mi fai vedere come fai tu?”.

 

Idem riguardo al sonno del bambino. Il metodo Estivill è un obbligo all’indipendenza, non è un aiuto all’autonomia. Ed è veramente irrespetuoso con il bambino. Ma di questo parleremo più avanti.

 

Non usare ne premi ne punizioni

 

AMO PAZZAMENTE QUESTO PRINCIPIO! Non potrei essere più d’accordo! E secondo me questa è lo sbaglio principale della pratica educativa nella scuola tradizionale e in tante case!

 

Ve ne parlerò in un articolo del blog per non dilungarmi troppo. Ma l’idea di base è: i premi e le punizioni portano al bambino alla ricerca dell’approvazione esterna “mi comporto bene per avere un premio o evitare una punizione”. Ma a lungo termine il bambino non impara delle abilità sociali utili.

 

Invece il bambino dovrebbe decidere cosa fare in ogni situazione in base a quello che pensa e sente, ricercando il proprio benessere avendo interiorizzato che per raggiungerlo serve la cooperazione ed il rispetto per gli altri.

 

L’errore e Montessori

 

Montessori non vedeva l’errore come qualcosa di negativo. Anzi, l’errore diventa una nuova opportunità di apprendimento. Come disse Edison “Non ho fallito. Ho scoperto con successo cosa non funzionava per 1014 volte”.

 

Se un bambino rovescia il bicchiere d’acqua possiamo insegnargli a riparare la sua azione. Invece di sgridarlo o lamentarci a vuoto “cavoli, sempre la stessa storia questo bambino” potremmo darle uno straccio per pulire l’acqua versata.

 

Inoltre Montessori prevedeva l’uso di “materiali autocorrettivi“. Ovvero, materiali che permettono al bambino il controllo individuale dell’errore. Non serve l’adulto che corregga le sue azioni, se n’accorgerà da solo dove sta sbagliando.

 

Educare per la pace

 

Vi siete mai chieste qual’è lo scopo ultimo dell’educazione che date ai vostri figli? Come vorreste che fossero un domani? Generosi? Gentili? Aggressivi? Pretenziosi?

 

Immagino che tutti vorremmo un mondo senza guerre, in cui le persone cooperassero tra di loro. Ma tutto questo è impossibile se prima non educhiamo per la pace.

 

Montessori non metteva in pratica azioni competitive (gare, classifiche, ecc.) Invece educava alla collaborazione, al rispetto mutuo. Lei affermava che “L’educazione è l’unica via per la pace”.

 

Ho tentato di essere sintetica. Anche se non è il mio punto di forza =P Spero che dopo questa infarinatura abbiate una incredibile voglia di mettervi in gioco e tentare di cambiare piccoli atteggiamenti che non vi piacciono del vostro agire educativo e ovviamente vi invito a seguire il mio blog dove troverete altre idee, Instagram con la mia esperienza diretta e consigli e la mia pagina Facebook dove condividerò i nuovi post insieme ad altri articoli esterni che di sicuro vi interesseranno.

 

Un abbraccio da Una Mamma Montessori =)

 

 

 

 

 

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