Lezione dei 3 tempi Montessori a casa - Una Mamma Montessori
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Lezione dei 3 tempi Montessori a casa

La lezione dei 3 tempi a casa ha senso? Quando possiamo farla? E soprattutto come si fa? Oggi ve lo spiego tutto con infografia inclusa! Così lo vedrete tutto chiaro ^^

Montessori ideò la lezione dei 3 tempi per aiutare al bambino ad aumentare il suo lessico. Questo metodo lo usava già E. Séguin con bambini disabili (s.XIX). Attraverso questa lezione il bambino può imparare:

  • Nomi degli elementi.
  • Caratteristiche degli elementi: ruvido, morbido, grande, piccolo…

 

Quando impartire la Lezione dei 3 tempi?

 

Essenzialmente quando volete. Comunque vi do alcuni consigli totalmente personali che penso vi possano servire.

A casa potete usare la lezione dei 3 tempi per:

  • Aumentare il lessico riguardo un argomento in concreto. Per esempio, se a vostro figlio è “venuta la scimmia” degli attrezzi, si può usare la lezione dei 3 tempi per lavorarci su.
  • Quando deducete che fa confusione tra 2 concetti. Magari vi sembra che confonde “cetriolo” con “zucchina”, allora potete usare la lezione dei 3 tempi per assestare meglio l’associazione tra l’oggetto e la sua parola.
  • Per imparare nuove lingue. Vi anticipo che non sono una esperta su Montessori e l’inglese (per esempio) ma se vi informate bene (ne parla anche Claudia Porta) potete sfruttare moltissimo la lezione dei 3 tempi. Di fatti, mi ricorda molto al modo in cui si imparano le lingue da Berlitz, una accademia dove lavoravo a Milano. Lí si usava un loro metodo molto naturale e simile alla lezione dei 3 tempi di Montessori.

Comunque sia tenente presente che per sfruttare al massimo questa “attività” bisognerebbe metterla in pratica durante il periodo sensitivo del linguaggio.

 

Come svolgere la Lezione dei 3 tempi?

 

Dovete radunare 3 oggetti di una stessa categoria: 3 animali marini, 3 tipi di macchinine, 3 pianeti, 3 fiori diversi…

Prima di svolgere la lezione è NECESSARIO che il bambino abbia avuto contatto con quel oggetto. Quindi, se usiamo per esempio 3 animali marini, prima ci deve aver giocato in modo da poterli riconoscere. Se vogliamo introdurre il nome degli attrezzi da giardino, prima deve averli maneggiati.

La lezione è composta da 3 tempi, ovvero, 3 passi.

Non si passa da un tempo all’altro se quello precedente non ha raggiunto il suo scopo con il bambino. Quindi se nel secondo tempo vostro figlio commette degli errori, non si passa al terzo, si ritorna al primo.

Potete svolgere il tutto su un vassoio o un tapettino per terra.

Iniziamo!

 

 

Primo tempo – Associare l’oggetto ad un nome

In realtà Montessori non parlava di oggetti, ma di “percezioni sensoriali”. Di fatti a volte quello che vogliamo che impari è un tipo di consistenza (molle/duro) e non il nome di un oggetto. Ma ve l’ho voluto semplificare, visto che magari ci viene più spontaneo fargli imparare il nome di nuovi oggetti.
COME FACCIAMO ALLORA?

Se usiamo per esempio le posate, ne prenderemo una e diremo il suo nome con voce chiara e forte:

“Cucchiaio”

Non bisogna aggiungere altro. Il bambino deve collegare l’oggetto con il nome astratto che lo rappresenta. Inoltre, quando glielo presentiamo dobbiamo anche permettergli di esplorare con tutti i sensi quel oggetto: toccarlo, annusarlo, sentire il rumore che fa…

Dopo faremo lo stesso con gli altri due “coltello” e “forchetta”.
Possiamo ripetere questa lezione le volte che crediamo necessarie.

Secondo tempo – Riconoscimento del oggetto

 

Questo passaggio ci serve per capire se la nostra lezione ha avuto successo. Per portarlo a termine bisogna lasciare passare qualche secondo di silenzio tra il primo tempo e il secondo.
Sempre con una pronuncia chiara chiederemo al bambino di indicarci l’oggetto.
“Qual’è il cucchiaio?” oppure “Mi dai il cucchiaio?”
Se indica con il dito il cucchiaio vorrà dire che la prima lezione ha avuto successo. Allora proseguiamo con gli altri oggetti “Qual’è il coltello?” “Qual’è la forchetta?”.
Possiamo rifargli le stesse domande varie volte in modo di aiutare nostro figlio a memorizzare le nuove parole associate all’oggetto.

Terzo tempo: ricordo del nome dell’oggetto

 

In questo momento potremo verificare se il bambino è riuscito a memorizzare la parola su cui stiamo lavorando. Così chiederemo:

“Questo cos’è?” indicando il cucchiaio.

Se lo nomina correttamente perfetto! Altrimenti possiamo ripetere il primo periodo di nuovo.

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Quando il bambino sbaglia in alcuna delle lezioni dei 3 tempi

 

MA COSA SUCCEDE SE LO CORREGGIAMO?

“No amore, hai sbagliato, questo mamma ti ha spiegato che il cucchiaio è questo qua”

Secondo Montessori il rimprovero (anche se fatto con gentilezza) avrebbe più peso nella mente del bambino che le parole che stiamo tentando di fargli memorizzare. E questo ritarderebbe il loro apprendimento.

Invece, se ripetiamo la lezione quando è pronto semplicemente avremo una nuova possibilità perché le impari.

Seguite il bambino e i loro tempi.

 

Mio figlio non fa attenzione alla lezione dei 3 tempi

 

Se il bambino non mostra interesse e non fa un minimo sforzo nel rispondere correttamente NON BISOGNA CORREGGERLO e nemmeno INSISTERE. Facciamo questo per il bambino, ricordatelo, non per sentirci bene noi!

In quel caso lo si lascia stare e si riprova in un altro momento.

 

Spero di avervi ispirate per inserire nella vostra vita un pezzettino dell’approccio Montessori che tanto mi piace!

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