Educare alla libertà di Maria Montessori - Una Mamma Montessori
16374
post-template-default,single,single-post,postid-16374,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,hide_top_bar_on_mobile_header,qode-theme-ver-17.2,qode-theme-bridge,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-5.6,vc_responsive
educare-alla-libertà

Educare alla libertà di Maria Montessori

Educare alla libertà” è il primo libro di Montessori che cadrà nelle vostre mani. Quali sono i punti di forza? Leggerlo o non leggerlo? Oggi vi racconto tutto sul post.

 


 

Educare alla libertà. Leggerlo o non leggerlo?

 

Spesso mi chiedono “Mi consigli un libro su Montessori?”. E con la stessa frequenza mi chiedo quale potrebbe essere il più adeguato a quella persona.

Sarò sincera con voi. I libri scritti da Maria Montessori non sono difficili, ma nemmeno leggeri. In realtà la lettura è molto semplice, però sono molto approfonditi. Quindi se cercate di avere un punto di vista generale, riassuntivo sul suo approccio didattico terrei in conto altre letture di tipo più divulgativo.

Se siete nel vostro periodo sensitivo della pedagogia Montessori (scherzi a parte =P), allora tuffatevi di pieno nei suoi scritti.

In questo caso Educare alla libertà vi darà una sorta di “prima visione” di quello che potete trovare nei suoi libri, visto che si trata di un volume in cui vengono raccolti dei frammenti su una delle opere più importanti di Maria Montessori “La scoperta del bambino“.

Capirete in 156 pagine com’è il suo stile narrativo e a cosa “andate incontro” diciamo.

 

I punti di forza di “Educare alla libertà”

 

Chi era Maria Montessori in solo 4 pagine

 

Dov’è nata, cos’ha studiato, l’evoluzione del suo lavoro, come mai è finita in mezzo ai bambini, ecc. Penso sia importante capire la storia dell’autrice per dare un po’ più di senso al suo lavoro. Tutto questo lo trovate all’inizio sotto “Nota biografica”

Dopo questa sezione, il libro è diviso in piccoli frammenti di un paio di pagine ciascuno con cui potete iniziare a formarvi un’idea del suo “metodo” a scuola ma soprattutto del suo punto di vista: lo sguardo verso la infanzia che tanto la caratterizza.

 

La mamma moderna

 

Montessori reivindica il fatto che tante madri trattano il bambino come se fosse un bambolotto inerte che loro devono curare e coccolare. Una “brava madre” non permette al bambino di toccare i fiori, calpestare l’erba, (sporcarsi)…

Non so a voi, ma a me sembra abbastanza recente questa situazione. Molto spesso vado al parco e sento “non toccare i sassi che ti sporchi!”.

E io penso sempre “i bambini, per fortuna, sono lavabili” =P

Quindi sembra che dal s. XIX al XXI le cose non siano cambiate molto in certi aspetti, no? Capita spesso a molte di noi di lasciarsi prendere dagli “automatismi”, ovvero, quelle espressioni che ci escono in modo istintivo perché le abbiamo sentite tante volte: “ho detto di no”, “quello non si tocca”, “quello non si fa, fai il bravo”.

Sono d’accordo con lei quando afferma che il bambino non ha solo bisogni fisici (mangiare, fare la pipì, dormire) ma anche spirituali, e quindi anche essi devono essere soddisfatti. Tutto questo lo trovate in p. 76

 

Che senso hanno i materiali sensoriali?

 

Montessori proponeva materiali scientifici e delle attività nelle sue scuole. Mai giocattoli, come potrete leggere in I GIOCHI MONTESSORI NON ESISTONO

Ma per ché sono così importanti i materiali dell’area Sensoriale?

Bene, in questo libro ci da un esempio chiarissimo (p. 129). Se un bambino non perfeziona il senso del gusto quando si trova nel periodo sensitivo della raffinazione dei sensi, può darsi che quando ne avrà bisogno da adulto (come per esempio un cuoco), deva fare una “rieducazione dei sensi”.

Cioè…

Un adulto che non ha perfezionato la “tecnica” di sentire i sapori quando doveva, farà molta più fatica ad abituarsi a distinguerli più avanti. Un po’ come le lingue. Da piccolo le impari facilmente, da grande potrai fare del tuo meglio ma raramente sembrerai bilingue.

Quindi ora possiamo capire l’importanza di sfruttare la fascia di età 0-6 per proporre delle attività che permettano la raffinazione dei sensi ^^

Ne trovate un esempio molto bello su un dottore nella pagina 131.

 

Il bambino non è da riempire ma da innaffiare

 

Il bambino non è un barattolo che dobbiamo riempire di concetti e conoscenze. Bisogna innaffiarlo come se fosse una pianta perché possa arrivare al massimo delle sue potenzialità.

Di questo parla la dottoressa nella p. 134 “Il nostro scopo educativo della prima infanzia deve essere quello di aiutare lo sviluppo spontaneo della personalità psico-fisica, non di dare una cultura”.

Di fatti sono stati fatti studi per cui durante l’adolescenza il nostro cervello elimina tutte quelle connessioni neuronali “inutili” (che non vengono usate) e si fortificano (attraverso la mielinizzazione) quelle più importanti. Quindi tutto quello che abbiamo imparato a memoria, senza motivazione, viene cancellato perché non lo usiamo.

A questo punto direi che coincido con la dottoressa, ci conviene lavorare sullo sviluppo spontaneo del bambino. Che scelga lui le attività di cui ha bisogno per crescere, perché altrimenti sarà tutto un lavoro che prima o poi verrà cancellato.

Inutile allora presentare i numeri ad un bambino di 4 anni che non mostra interesse, magari a 5 anni impazzerà per la matematica. A meno che gliela facciamo odiare per avergliela presentato troppo presto. Tutto quello che si impara con motivazione interna, rimarrà tatuato nel nostro cervello.

 

Montessori non è solo materiali. Bisogna Educare alla libertà

 

Di fatti, lei stessa affermava che i materiali sono solo un “aiuto” che permette al bambino di essere un osservatore più abile quando si ritrova a casa o circondato dalla natura (p.138).

Allora non possiamo pensare che il materiale sia meglio di una passeggiata in natura! La stessa Montessori lasciava chiaro che il materiale fa di ponte tra bambino e l’ambiente del bambino, gli permette di vedere con occhi diversi quello che lo circonda.

Quindi, come ribadisco spesso, non servono i materiali per applicare l’approccio Montessori a casa, ma dobbiamo soltanto cambiare il nostro sguardo. I materiali sono “qualcosa in più, un aiuto”, pero potete cercare con vostro figlio mille altri modi per raggiungere gli stessi obiettivi.

Lei aveva 30 bambini chiusi in una aula. Voi avete 1 bambino (o di più) e un mondo intero da esplorare. Quindi cambiate il vostro sguardo e tuffatevi nella vita!

 

Potrei passare ore a raccontarvi le mie riflessioni su ogni frammento dei suoi libri. Vorrei avere anche più memoria per trattenere tutto quello che leggo. Ma purtroppo non è una delle mie qualità!

Quindi vi invito a leggere qualsiasi cosa che riguardi l’approccio Montessori. Se per voi i suoi libri sono troppo, leggete semplici post sui blog, i social, articoli di giornale… qualsiasi cosa che vi faccia fare CLICK dentro la testa e vi invogli a migliorare voi stesse per crescere bambini più liberi e felici ^^

 

Spero vi sia piaciuto questo post,

Magari potrebbero piacervi:

VASSOI MONTESSORI. Tutto quello che impara il bambino

COMPLEANNO MONTESSORI A CASA!

Disciplina positiva. Cos’è e come funziona?

Se vuoi crescere BAMBINI LIBERI e autonomi, iscriviti alla Newsletter di Una Mamma Montessori!

MINI-EBOOK “4 GIOCHI D’ACQUA CON I TUBI PER BAMBINI” con l’iscrizione alla Newsletter!

Subscribe

* indicates required
attivita-virus-batteri
No Comments

Post A Comment