Chi sono - Una Mamma Montessori
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Essere una mamma Montessori…

 

Essere una mamma Montessori non vuol dire far diventare la casa una minuscola scuola piena di attività. Per me Montessori è un 80% modo di fare (adulto preparato & ambiente preparato) e un 20% attività (non obbligatorie).

 

Adottare l’approccio Montessori a casa vuol dire cambiare il nostro modo di agire nei confronti dei nostri figli. Lasciare da parte le punizioni, le grida e tentare di educare nella responsabilità e nella cooperazione. Lavorare sulle abilità veramente importanti per riuscire  a costruire gli adulti che vorremmo avere al nostro fianco un domani.

 

Sarò sincera con te. Il mio primo approccio a Montessori non fu molto positivo. Ma poi, da brava maestra, approffondí nell’argomento e dopo il libro “Educare alla libertà” mi innamorai di lei e del suo cuore.

 

“Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo.“ Maria Montessori

 

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Si può educare senza sgridate, urla e punizioni?

 

 

Sembra una domanda banale. Ma non lo è. Sí si può. Ma come?

 

Mi sembra innegabile che i bambini tirano fuori il meglio di noi ma anche il peggio. Ci sono momenti di stanchezza, fame, sonno in cui non ce la facciamo più e vorremmo solo che nostro figlio avesse il bottone ON/OFF per poter respirare. Ed è in quei momenti in cui tutti quelli “ma io non lo farò cosí” che avevamo detto nel vedere la nostra amica gestendo suo figlio di 2 anni, creano vita.

 

Se siete mamme, so che capite cosa intendo. Quel senso di perdita di controllo che non vorremmo mai sentire. Ma a volte la gestione dei piccoli in evoluzione ci sfugge. E ci sentiamo persi.

 

Sorpresa, non siamo perfetti. E la vita ce lo rinfaccia giorno dopo giorno.

 

Ora. Possiamo prendere quelli errori e piangerci su, oppure tentare di migliorare ed imparare.

 

Ma da dove iniziare?

 

Personalmente mi sento superfortunata già che insieme alla maternità, hanno bussato alla mia porta la disciplina positiva, Montessori e un mondo che non conoscevo ma che lotta per il rispetto per l’infanzia. Questo esclude gestire bambini senza urla, sgridate e punizioni.

 

Ed è cosí che cresco mia figlia. Sono la sua roccia e il suo punto fermo mentre costruisce le sue ali. Lascio che sia lei ad allontanarsi da me per scoprire il mondo. Dandole la possibilità di fare i suoi primi passi in maniera autonoma e tenendo conto  della sua individualità, riuscirà a prendere le sue decisioni basandosi sui suoi bisogni, non sui miei.

 

Il tutto sulla base di un dialogo. Io non comando perchè sono la mamma, e lei non deve ubbedire perchè è piccola.

 

Lo so, sembra impossible, ma è tutto questione di pratica. No è permissivitat, ma un compromesso tra responsabilità e libertà. Come si dice nella disciplina positiva “educare con gentilezza e fermezza”

 

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10 COSE SU DI ME

 

  1. Made in Barcellona (1990). Sono arrivata a 20 anni in Italia per un amore sorto in Inghilterra (brianzolo doc)
  2. Parlo (e urlo) nei sogni, e spavento spesso il pseudo-marito (non siamo sposati, ma insieme da 10 anni!).
  3. Amo la crescita personale, sono una idealista nata. E anche troppo relativista.
  4. La mia serie preferita? Friends. La vedo in loop da quando avevo 15 anni.
  5. Mi blocco ogni volta che scrivo e qualcuno mi guarda. E ovviamente amo scrivere.
  6. Non mi piace tostarmi al sole. Sono una ragazza d’acqua, ci potrei passare delle ore a meno che sia acqua fredda.
  7. Il casino delle macchine mi aiuta a rilassarmi. Sono strana, ma a Barcellona non avevo finestre insonorizzate XD
  8. Non metto lo smalto perché dopo aver fatto una mano ho già perso la pazienza e le rovino sempre.
  9. Amo l’odore delle librerie. Se mi capita di avere qualche ora libera posso passarla sfogliando libri sia per grandi
    che per piccoli un pomeriggio intero.
  10. Tornerei bambina domani stesso. Amo giocare, le coccole, vivere il presente e la routine in famiglia. Per questo creare la mia figlia è stato la cosa più bella che potesse fare.

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