Agitazione da allattamento. Come l'ho vissuta. - Una Mamma Montessori
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Agitazione da allattamento. Come l’ho vissuta.

“NON VOGLIO PIÙ ALLATTARE!” Questo si sente con la “Breastfeeding aversion” quando in realtà pensiamo “NON VOGLIO SMETTERE DI ALLATTARE. L’agitazione di allattamento è praticamente sconosciuta in Italia. Eppure quando ci sei dentro ti senti in colpa, ti senti male e non capisci cosa ti sta succedendo. Oggi vi porto la mia esperienza e un po’ di informazioni che vi possono essere di utilità per gestire queste emozioni.

 

Cos’è l’agitazione da allattamento e cosa si sente

 

In poche parole si potrebbe dire che l’agitazione da allattamento è il rifiuto da allattare da parte della MAMMA! Ma non del tipo “non voglio più allattare”, è una sensazione super forte. Personalmente, in quei momenti mi sento…

COME SE UNO SCONOSCIUTO PER STRADA MI TIRASSI SU LA MAGLIETTA E SI METTESSE A TOCCARMI E LECCARMI IL SENO.

È orribile, soprattutto perché LA TUA TESTA VUOLE ALLATTARE, MA IL TUO CORPO TENTA IN TUTTI I MODI DI RIFIUTARE TUO FIGLIO. Solo quando è attaccato. Ma ti viene voglia di darle uno spintone e se pensi “non voglio smettere di allattare” devi tenere molto ma molto duro.

Purtroppo l’agitazione da allattamento è poco conosciuta in Italia. Così quando ci ritroviamo dentro a questo mare di sensazioni ci sentiamo in colpa e non capiamo come gestire la situazione. Di fatti in inglese troverete molta informazione sotto le parole Breastfeeding aversion, breastfeeding agitation (BAA) o nursing aversion. Invece in spagnolo (visto che sono di Barcellona) potete cercare informazione sotto le keywords “Agitación de amantamiento” o “aversión de amamantamiento”

Penso di avervelo definito piuttosto bene, però vi lascio comunque le sensazioni più comuni descritte in giro:

  • Rabbia
  • Agitazione
  • Schiffo
  • Senso di colpa
  • Voler fuggire per evitare quel momento
  • Sentimento urgente di interrompere l’allattamento
  • Sentirsi in trappola.
  • Irritabilità
  • Vergogna

 

Tutto questo sparisce appena il bambino si stacca. VE LO CONFERMO! Poi ci sono delle fasi in cui tutte queste sensazioni possono essere più forti, altri in cui spariscono o sono più gestibili. Vi confermo anche questo.

 

Quando appare l’agitazione di allattamento?

 

Non ci sono ancora abbastanza studi da confermare la “causa”, però solitamente si da in questi casi:

  • Allattamento di bambini oltre i 2 anni
  • Ovulazione
  • Durante l’allattamento in gravidanza
  • Allattamento in tandem

 

E io alzo la mano nella prima e terza situazione. Di sicuro c’entrano gli ormoni =P Comunque ci sono altre possibili situazioni in cui si vive quest’esperienza:

 

  • Baby blues, ovvero, la depressione post-parto
  • Dolore al seno/capezzoli
  • Alti livelli di cortisolo

 

Tutto questo l’ho trovato sul sito Breastfeeding Aversion.

allattare-in-gravidanza

Vi racconto la mia esperienza

 

Il mio primo rifiuto

 

La prima volta che ho avuto questa sensazione Mia aveva già 2 anni e mezzo. Però era stata molto debole. Leggendo altre blogger avevo scoperto il concetto di agitazione di allattamento, però non avevo ancora collegato quelle sensazioni al rifiuto.

Col tempo vivevo più momenti di avversione verso l’allattamento, anche se molto ma molto spaziati. Avevo identificato di cosa si trattava ma era veramente gestibile… magari potevo sentirmi così 1 volta ogni 2 settimane? Non mi sembrava niente di drammatico.

 

L’allattamento in gravidanza peggiorò il tutto…

 

Un bel giorno, però, rimassi incinta… e più andava avanti la gravidanza, più peggiorava l’agitazione di allattamento. Allora sí, quello era vera avversione. Ora capivo una collega blogger: Llanos de Crianza en Verde. Anche lei aveva scritto un articolo con la sua esperienza. (Sempre in spagnolo)

Comunque sia, arrivò ad un punto la gravidanza in cui pensavo di non poter reggere più quella situazione. Tutti mi dicevano “ma ormai Mia ha 3 anni, devi smettere di allattare“. E infatti sarebbe stato coerente. Tanto la teta la prendeva meno di 5 minuti la sera e pochissimo in giornata. Ormai il seno non era più nutrimento ne consolazione. Solo una coccola in più. Che a me andava benissimo finché non sono arrivate tutte queste sensazioni.

Due cose mi fermavano dallo stacco da lei. Da una parte la voglia di provare l’allattamento in tandem. Giusto come esperienza di vita. Ero così vicina… e Mia così predisposta… Però soprattutto il fatto che avevo tenuto duro durante 3 anni e mezzo per poi? Staccarla di forza?

Per tutto questo tempo le sue richieste di poppare erano diminuite in modo naturale e progressivo quindi mi faceva incavolare dover smettere da un giorno all’altro.

 

Smettere di allattare o tenere duro?

 

Penso che quella è la prima cosa da decidere. Volevo tenere duro (ma molto molto duro) oppure smettere? Da brava testona ovviamente ho scelto la prima opzione. Però il mio corpo rifiutava mia figlia… e per quanto io ci provassi, pure lei si era resa conto di questo.

Appena si attaccava non la coccolavo più, non la baciavo e accarezzavo. Ormai quel momento per me era una tortura in tutta regola. Se l’avesse coccolata sarebbe rimasta più tempo al seno… quindi diventavo un tronco e tentavo inconsciamente di muovermi in posizioni che fossero magari scomode per lei e decidessi di staccarsi.

Mi sentivo una Cacca gigante. Sentimenti di colpa a manetta, ma anche rifiuto rifiuto rifiuto.

Il peggio è che Mia si era accorta e ormai molto spesso si fermava davanti al mio seno con quella faccia indecisa del tipo “vorrei teta ma la mamma si lamenta”. Sentiva il mio disagio. E non solo, perché oltre l’agitazione di allattamento mi facevano malissimo i capezzoli ogni volta che si attaccava.

Immagino dovuto alla gravidanza.

Insomma tutta una gioia. xD

Devo dire però che negli ultimi due mesi di gravidanza tutto questo casino era migliorato. Il rifiuto lo sentivo ancora ma non a quei livelli spaziali dei mesi prima. Poi in giro ho letto che l’avversione d’allattamento è molto più acuta nel secondo trimestre di gravidanza. Nel mio caso posso confermarlo.

 

Anche gli animali vivono l’agitazione da allattamento

 

Parlando con una mia amica comportamentista di gatti ho scoperto che anche in natura appare una sorta di agitazione da allattamento. Si vede che ad un certo punto, la mamma gatta inizia a rifiutare i gattini e li caccia via. Ho letto che questo comportamento si deve all’uscita dei dentini dei cuccioli, che ovviamente fanno male quando si attaccano al seno. E così sono pronti a mangiare alimenti solidi.

La natura da sempre dei segnali ^^

 

Cosa fare per gestire il rifiuto da allattamento? 

 

Secondo me prima di tutto bisognerebbe valutare se vogliamo seguire i segnali del nostro corpo, qualcosa di molto naturale in fondo… oppure tentare di proseguire con l’allattamento. Nel secondo caso alcuni trucchetti che a me hanno funzionato sono stati:

 

  • DISTRARRE IL BAMBINO – Appena si avvicinava tiravo fuori qualche idea da fare. Infatti in giornata l’allattamento era praticamente sparito. Purtroppo la sera non avevo scampo.
  • DISTRARSI – pensare cosa farò per cena o al pomeriggio. Tentare di portare la testa da una altra parte… Comunque nei periodi “pesanti” questo non mi è funzionato assolutamente per niente!
  • FERMARLO – quando il bambino è più grande gli si può dire “OK, ora basta teta, facciamo i grattini…” oppure altri tipi di coccole.
  • SOSTITUTI – tentare che fosse il papà a mettere a letto Mia. In questo modo non mi si attaccava. Però mi sentivo molto in colpa e mi mancava quel momento.
  • RIDURRE IL TEMPO DELLE POPPATE – Io avevo spiegato a Mia che avevo male al seno e quindi riuscivo a saltare alcuni momenti in cambio d’acqua. Oppure offrire solo un seno e basta, e per tempo limitato. Spiegare ai bambini il nostro disaggio può aiutare.

 

Studi scientifici sull’agitazione da allattamento

 

Non ne avevo idea, ma esistono! Ma infatti sono veramente pochi.

 

Alla fine dell’articolo Published work and Research in the area trovate della bibliografia riguardo l’agitazione di allattamento. Sempre in inglese (purtroppo per alcune =P), ma in Italia è praticamente sconosciuta.

Comunque sia penso sia essenziale diminuire la colpa perché si tratta di qualcosa naturale che non possiamo evitare. Poi, se da testone, vogliamo portare avanti l’allattamento bene (e qua alzo la mano. Altrimenti pace.

 

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